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Lunga vita a Lady Blues!

MANUTENZIONE ORDINARIA, QUALCHE RITOCCO E OGNI TANTO UNA PICCOLA PERSONALIZZAZIONE

Dopo che è sfumata l'opportunità di passare qualche giorno in mare per le festività pasquali, causa maltempo, per Lady Blues e il suo equipaggio si è concretizzata l'opportunità di una mini-crociera in occasione del ghiotto ponte del 25 aprile! (Diario di bordo presto on-line su questo blog...)
Inevitabile a quel punto dedicarle un pò di attenzione, per mantenerla semrpe in perfetta forma, sia con l'ordinaria manutenzione, che con qualche piccolo intervento extra di riparazione, senza trascurare le inevitabili piccole personalizzazioni che via via il vivere a bordo ci suggerisce.

Per prima cosa, è stata l'ora del tagliando annuale: anche se le ore di motore sono state scarse la scorsa stagione, con solo una settimana di ferie e nessun bighellonaggio a Capodanno, mi sono imposto la regola di non trascurarlo.


Sono quindi intervenuto nell'ordine su:

Sfruttiamo il gavone sotto la cuccetta a prua!

COME CREARE CON POCHE MOSSE UN RAPIDO ACCESSO AL GAVONE DI PRUA

Quando in una barca ci si trova bene, diventa naturale personalizzarla, ottimizzarla, anche in aspetti secondari, ma che il vivere a bordo alla fine suggerisce come possibili piccoli miglioramenti.

Dato di fatto: il gavone nell'ampissima cabina di prua, proprio sotto la parte più ampia della cuccetta, risulta alla fine poco o nulla sfruttabile. Infatti per accederci, ogni volta bisognerebbe disfare il letto, che quando si sta un pò regolarmente a bordo, non è dato da due sacchi a pelo, ma da lenzuola magari appena rifatte e nelle medie e fredde stagioni, da coperte varie, copriletti etc.. Smontare e rimontare tutto a  volte scoccia e si finisce per sfruttare poco questo ampio spazio.

Ho quindi pensato di copiare la soluzione in effetti presente su altri modelli: creare un più comodo e rapido accesso frontale. Niente casetti, di difficile realizzazione e che alla fine sacrificano il volume totale, ma una semplice anta apribile.

Punti da rispettare:
  • Lavoro esteticamente "pulito"
  • Rispetto dello stile generale della falegnameria, senza creare un'accozzaglia di dettagli evidentemente posticci. Questo perchè il bel mogano rosso di Ladi Blues  e le linee dello stesso ci piacciono parecchio e non avremmo avuto il coraggio di rovinare il tutto...
Per il primo punto (e anche considerando la mia cronica mancanza di tempo e la pigroneria che sempre più spesso mi assale nei week end al mare!) mi è venuta incontro la grandissima manualità e precisione del babbo che si è ben prestato per la prima parte, la più impegnativa, del lavoro.

Guide e riscontri fissati in loco, fori di partenza e poi seghetto alternativo,con molta mano ferma e molto... coraggio! Così è stato tagliato il rettangolo dell'anta.

Per un ottimo risultato estetico e per limitare al minimo indispensabile ogni successiva rifinitura, niente di meglio di una cornicetta a sormontare, applicata all'anta, dello stesso colore e finitura del mogano originale, appena stondata, perfettamente in stile con lo stile generale. Impossibile chiedere di meglio.  Fissaggio con resina epoxy caricata.

Ovviamente, il profilo a sormonto semplifica la vita, ma rende impossibile l'uso di cerniere. Si decide quindi per l'anta da asportare completamente.E' stato applicato una specie di "dente" di riscontro creato con un listello di mogano, nella parte inferiore: qui l'anta si incastra in sede sia tramite la cornice esterna sia con questo listello interno.

In alto, un bello scrocchetto a pulsante, praticamente identico agli originali dei portaoggetti, se non ancora migliore, perchè in ottone cromato e non plastica. "Elle" di fermo per los crocchetto, fissata all'interno del gavone, tramite un blocchetto di mogano. Giusto la fatica di prender due misure e far i fori per pulsante e viti.

Alla fine, efficienza ottima, visto che il pulsante, dal dente un pò trapezoidale, ferma ottimamente l'anta contro il proprio riscontro, senza lasciar gioco a noiose vibrazioni o cigolii.

Queste le immagini del risultato finale, non avento le foto dei singoli passi:

Clikka sulle immagini per ingrandirle
 
La parte interna dello scrocchetto

Upgrade dell'impianto idrico

STOP AI GOCCIOLAMENTI DI ACQUA DAL BOILER E, GIA' CHE CI SIAMO, OTTIMIZZIAMO L'ACQUA CALDA DI BORDO... E NON SOLO!!! ;-)

Questa era la situazione da affrontare sul nostro Bavaria 32 Lady Blues:
  • il cantiere ha pensato bene di utilizzare anche sull'uscita "calda" del boiler i raccordi rapidi Whale in plastica. Questi, pur ottimi in tutte le altre applicazioni di bordo, soffrivano l'estremo riscaldamento dell'acqua all'uscita diretta del boiler. Il raccordo filettato del boiler stesso, in ottone, diventava infatti molto caldo, sia col funzionamento a 220V (temperatura in parte regolabile mediante termostato) che soprattutto col motore diesel in funzione (nessuna possibilità di regolazione!). In quest'ultimo caso, l'acqua di raffreddamento del Volvo MD2020 arrivava ad altissima temperatura nel boiler, scaldando eccessivamente l'acqua sanitaria ed arroventando il raccordo di uscita. Col tempo, il raccordo in plastica Whale ha cominciato a deformarsi  quel tanto che bastava per creare un lento stillicidio dal tubo di mandata nell'impianto... Poca acqua nella sentina del motore, pur dolce, ma la cosa non mi andava giù. E non trovavo neanche accettabile a lungo termine, la soluzione provvisoria di eliminare man mano la parte deformata di tale tubetto per ristabilire la tenuta...
  • Sempre in caso di motore in funzione, l'acqua sanitaria non rispondeva ovviamente più alle regolazioni del termostato che agiva solo sul riscaldamento mediante resistenza a 220V col risultato di ritrovarsi ai miscelatori acqua oltre il limite del pericolo ustioni!
Diamo uno sguardo sotto la cuccetta di poppa, giusto sulla mezzaria della barca, dietro l'invertitore/sail drive:

Ecco il raccordo "caldo" incriminato, con relative incrostazioni da gocciolamento