Visualizzazione post con etichetta MD2020. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MD2020. Mostra tutti i post

Sostituzione marmitta entrobordo Volvo Penta

Ebbene  si, dopo 14 anni l'inox di entrambi i fondelli della marmitta Volvo, delegata a raccogliere l'acqua di raffreddamento dello scarico dell'MD2020 si sono forati.

Durante una delle ultime regolari ispezioni dell'ampissimo vani motote, qualche goccia di acqua nera mi ha messo in allarme.
Questa era la posizione della marmitta originale, fissata da 2 grosse fascette inox alla paratia laterale, sotto la cuccetta di poppa:



Al successivo smontaggio della marmitta entrambi i fondelli hanno rivelato alla base una zona indebolita, corrosa dal continuo ristagno di acqua salmastra.
L'anteriore, quello di ingresso dei gas, presentava un piccolo foro, quello posteriore si è forato al minimo tentativi di saggiarne la resistenza.

A questo punto mi si son presentate 4 opzioni:

1) ricomprare la marmitta originale Volvo Penta al "modico" prezzo di almeno 300€. Pregio la rapidissima ed immediata sostituzione, difetto, manco a dirlo, il prezzo. Già sapendo che il pezzo originale, tra 10 anni sarebbe stato ancora a rischio foratura.



2) cercare qualche abile fabbro in grado di tagliate le zone corrose e risaldare delle lamiere inox nuove: pregio, forse, un po' di risparmio, difetti, le incognite, sull'affidabilità della riparazione, sul l'entità del risparmio, sull'abilità del fabbro.

3) sostituzione con marmitta in plastica Vetus, dal costo non proprio economico per un pezzo di plastica, di circa 150€. Pregi: non ne ho trovati, difetti, il costo, la necessità di adattare la marmitta, prevedendo un nuovo sistema di fissaggio, le dimensioni forse non perfettamente adatte. La versione Vetus con collettori da 45 mm ha infatti un volume di 4 litri, mentre l'originale sembrerebbe molto più capiente, anche perché la linea di scarico è molto lunga e allo spegnimento del motore la marmitta deve poter contenere il ritorno di tanta acqua.



4) sostituzione con marmitta CAN SB, al prezzo assai invitante di 40€! Pregi, il prezzo, la capienza di oltre 7 litri per la versione con collettori di diametro 40/45/50 mm, difetti la necessità di prevedere un diverso metodo di fissaggio rispetto all'originale.


Ovviamente, la soluzione scelta è stata l'ultima! :)

Ed è così che una giornata di metà aprile, con sole meraviglioso, temperatura perfetta, mare piatto e levantino dai 7 ai 10 nodi, è stata passata prima a lavare la povera Lady Blues, coperta da strati vergognosi di sabbia rossa, lasciata dalle recenti precipitazioni sciroccali, poi svuotando la cuccetta di poppa adibita s magazzino, quindi a tuffarmi nel retro del vano motore per incollare con epossidica qualche pezzo di compensato al fondo scafo.
Un bel foglio di neoprene sotto la nuova marmitta, 4 ponticelli inox avvitati alle basette di compensato, 4 grosse fascette in nylon e la nuova marmitta ha preso il suo posto:




Prova finale di avvio del motore, per controllare la tenuta del tubo di scarico in gomma sulle connessioni, svuotamento del polmone dell'autoclave, già che ero da quelle parti, riempimento della cuccetta magazzino, doccia, cenetta aperitivo ristoratrice, dopocena con letture, jazz, rum e cioccolato e... Un bell'indolenzimento alla schiena per la domenica successiva, ovviamente ricca di nuvole e pioggia! :(





Ottimizzare l'alternatore motore

Dopo aver montato il monitor della batteria servizi è finalmente ora di massimizzare la resa dell'alternatore motore. Tra le varie opzioni, un pò per predisposizione personale, un pò per economia di budget, ho scelto quella apparentemente più difficile!


Questo post (anche in questo caso... postumo) segue quello sull'installazione a bordo di Lady Blues del Battery Monitor Nasa BM-1, in maniera consequenziale: potendo controllare al meglio le batterie, la loro carica e scarica, era giunto il momento di ottimizzarne la carica col principale mezzo già a disposizione: l'alternatore a motore! E questo, sopratutto in vista delle vacanze 2013: solo 5 giorni ci separavano dall'agognata partenza per la crociera in Corsica! 

Sulla barca precedente, il Comet 303 Moby Dick, già avevo sperimentato la qualità ed efficienza del booster Battery to Battery della Sterling Power, che agisce interposto tra batteria motore e bancos ervizi, facendo da booster su quest'ultima. Montaggio più che banale e buona resa nel migliorare la carica. In alternativa avrei potuto optare per l'Alternator to Battery Charger, sempre della stessa casa, aggeggio che varebbe rimpiazzato il partitore a diodi, agendo anche in quest caso da booster sul banco servizi.
Alla fine invece ho optato per lo Sterling ProReg B Digital Alternator Regulator. Stesse funzioni dei precedenti, come capacità di massimizzare l'uscita dell'alternatore di serie e di garantire una carica in 4 fasi e per 4 tipologie diverse di batterie (anche se personalmente, in accordo con Charles Sterling, mi affido solo alle piombo/acido libero per poter ottenere la più rapida carica possibile...), come controparte solo un'installazione discretamente più elaborata.

Devo dire che alla fine la paventata difficoltà di montaggio non è stata poi tale. Di certo è sconsigliato a chi proprio non ha la voglia o la manualità per smontare ed aprire il proprio alternatore. In caso contrario non è nulla di impossibile!
Servono solo pazienza, i giusti attrezzi (oltre gli standard: saldatore, pinza per crimpare faston e capicorda ad occhiello, un  set di limette di precisione e chiave dinamometrica per il serraggio dei dadi dell'alternatore) e un filo di attenzione per leggere, rileggere e ben comprendere le approfondite istruzioni in inglese, fornite a corredo.

In pratica questo piccolo scatolino esterno agirà sul regolatore di serie incorporato all'alternatore e ne prenderà il controllo, "spremendo" letteralmente quest'ultimo e rendendolo un moderno mezzo di carica a 4 fasi.
Da sottolineare che nel nuovo regolatore esterno non ci sarà un forte passaggio di corrente, al contrario dei booster accennati prima. Quindi, se l'impianto a bordo sarà già sovradimensionato per la sezione dei cavi di ricarica, questo non andrà toccato. Come vedremo, non è stato così su Lady Blues: la linea di ricarica del banco servizi, adatta alla scarsità del regolatore di serie, si è dimostrata davvero troppo esigua una volta ottimizzato il tutto, a maggior ragione considerando il lungo percorso del cavo dal partirore alle batterie.

Ma torniamo all'installazione del regolatore e vediamo con l'aiuto di qualche foto come è stata fatta nel giro di un pomeriggio, in tutta tranquillità. Preciso che il lavoro è stato eseguito su un motore Volvo MD2020 D e su un alternatore Valeo da 60A (molto in teoria... perchè il battery monitor ci ha impiegato poco a mostrarmi che pur a batterie ben scariche, la configurazione di serie a fatica passa i 10-15 A di uscita!).

Per prima cosa ho isolato totalmente le batterie motore e servizi. Quindi passo passo ho scollegato tutti i cavi dal retro dell'alternatore, prendendo nota dei vari colori e posizioni.
A questo punto ho smontato l'alternatore dal blocco motore. Quindi, con un filo di apprensione ho rimosso la sua parte posteriore, un coperchietto di plastica, dove si trova il regolatore di serie, per accedere alle spazzole:


Lunga vita a Lady Blues!

MANUTENZIONE ORDINARIA, QUALCHE RITOCCO E OGNI TANTO UNA PICCOLA PERSONALIZZAZIONE

Dopo che è sfumata l'opportunità di passare qualche giorno in mare per le festività pasquali, causa maltempo, per Lady Blues e il suo equipaggio si è concretizzata l'opportunità di una mini-crociera in occasione del ghiotto ponte del 25 aprile! (Diario di bordo presto on-line su questo blog...)
Inevitabile a quel punto dedicarle un pò di attenzione, per mantenerla semrpe in perfetta forma, sia con l'ordinaria manutenzione, che con qualche piccolo intervento extra di riparazione, senza trascurare le inevitabili piccole personalizzazioni che via via il vivere a bordo ci suggerisce.

Per prima cosa, è stata l'ora del tagliando annuale: anche se le ore di motore sono state scarse la scorsa stagione, con solo una settimana di ferie e nessun bighellonaggio a Capodanno, mi sono imposto la regola di non trascurarlo.


Sono quindi intervenuto nell'ordine su:

Upgrade dell'impianto idrico

STOP AI GOCCIOLAMENTI DI ACQUA DAL BOILER E, GIA' CHE CI SIAMO, OTTIMIZZIAMO L'ACQUA CALDA DI BORDO... E NON SOLO!!! ;-)

Questa era la situazione da affrontare sul nostro Bavaria 32 Lady Blues:
  • il cantiere ha pensato bene di utilizzare anche sull'uscita "calda" del boiler i raccordi rapidi Whale in plastica. Questi, pur ottimi in tutte le altre applicazioni di bordo, soffrivano l'estremo riscaldamento dell'acqua all'uscita diretta del boiler. Il raccordo filettato del boiler stesso, in ottone, diventava infatti molto caldo, sia col funzionamento a 220V (temperatura in parte regolabile mediante termostato) che soprattutto col motore diesel in funzione (nessuna possibilità di regolazione!). In quest'ultimo caso, l'acqua di raffreddamento del Volvo MD2020 arrivava ad altissima temperatura nel boiler, scaldando eccessivamente l'acqua sanitaria ed arroventando il raccordo di uscita. Col tempo, il raccordo in plastica Whale ha cominciato a deformarsi  quel tanto che bastava per creare un lento stillicidio dal tubo di mandata nell'impianto... Poca acqua nella sentina del motore, pur dolce, ma la cosa non mi andava giù. E non trovavo neanche accettabile a lungo termine, la soluzione provvisoria di eliminare man mano la parte deformata di tale tubetto per ristabilire la tenuta...
  • Sempre in caso di motore in funzione, l'acqua sanitaria non rispondeva ovviamente più alle regolazioni del termostato che agiva solo sul riscaldamento mediante resistenza a 220V col risultato di ritrovarsi ai miscelatori acqua oltre il limite del pericolo ustioni!
Diamo uno sguardo sotto la cuccetta di poppa, giusto sulla mezzaria della barca, dietro l'invertitore/sail drive:

Ecco il raccordo "caldo" incriminato, con relative incrostazioni da gocciolamento

W il fai da te! Ripuliamo - in parte - il riser di scarico

Il motore della vostra vela non prende tutti i giri? Ad un certo punto fuma clamorosamente NERO e si "siede"?!? Si pensa sempre a carena sporca, elica con passo lungo, filtri intasati, iniettori sporchi, pompa rovinata. Prima di chiamare il meccanico e cacciar fior di soldini, provare a valurare un'opzione semplce semplice, potrebbe esser che in poco tempo, con spesa quasi nulla, riusciate a risolvere. Ma preparatevi a sporcarvi le mani, quello si ;-) nel caso però, la successiva soddisfazione non avrà prezzo!

Situazione: non ho mai spinto a fondo il motore MD 2020 di Lady Blues, in precedenza perchè ho preferito attendere di terminare un bel tagliando (sostituzione liquido raffreddamento, olio, filtro olio, filtro aria, filtro e pre-filtro gasolio etc), ma ad un certo punto ho voluto testarlo al massimo dei giri: sui 3600 dichiarati dalla Volvo, ne mancavano almeno 1200 all'appello, col contagiri inchiodato tra i 2.200 e i 2.300, con abbondante fumo denso e nero, solo ed esclusivamente al massimo dei giri soffocati :-( Fatto praticamente inspiegabile visto lo stato praticamente nuovo del motore, mantenuto con cure paterne dal precedente proprietario ed amico Roberto! Ho quindi dato la colpa alla carena e all'elica, da due anni bisognose di cure e tamponate solo con un paio di immersioni del sottoscritto, munito di paglietta e raschietto. Causa poi smentita dopo le operazioni di carenaggio: giri sempre fermi, al massimo a 2.400. Desolazione, sconforto... Solite ipotesi:  

1) elica di passo errato: impossibile, con la stessa elica Roberto ha sempre ottenuto i giri corretti e il successivo proprietario di Lady Blues, Enrico, non ha effettuato sostituzioni.  

2) iniettore/i, bloccato/i o sporco/i, con cattiva nebulizzazione: si spiegherebbe il fumo nero ai massimi giri per cattiva combustione, ma ipotizzerei anche un funzionamento irregolare del motore, che invece gira su tutto l'arco del range, liscio come un gioiello. Mai un sussulto, un'irregolatità di erogazione o altro. Solo gli manca potenza, ma girare gira regolarissimo.

3) problemi alla pompa: ok, magari è lei, però meglio dar retta ad Occam e pensare alle cose più semplici. E, nel caso, anche più economiche... Prima di far salire a bordo il meccanico, tento l'ultima carta e dopo qualche lettura in rete, affronto il caro Volvo Penta MD 2020 che si presenta così:  



clikka sulle anteprime x ingrandire le foto
 

provo quindi a smontare il riser di scarico, trovandomi con infinito piacere (a tal orrenda ma liberatoria visione già pregusto la marcia trionfale del successo...), di fronte ad una situazione del genere:

Riser lato motore: il lume di scarico rimasto è quel piccolissimo forellino nero scuro poco in alto, quasi al centro del colletore
Colletto di ingresso acqua di raffreddamento
Riser lato marmitta
 E dopo un intero pomeriggio, passato ad asportare con immensa fatica e sudore (e polvere, nerissima ed appiccicosa...), una buona parte di questa schifezza, con martello e scalpello, questo è stato il lume di scarico per buona parte ripristinato:
 
Dopo
Prima

Sottolineo come le incrostazioni, oltre che quasi totali (mi meraviglio che il motore partisse regolarmente sempre al primo colpo, girando perfettamente e senza alcun fumo, fino a 2.200 giri) fossero di una durezza esagerata! In pratica inattaccabili a lime, raspe, spazzole metalliche, punta per calcestruzzo su trapano a percussione. Per evitare eccessive aggressioni alla ghisa e vista la resistenza e compattezza delle incrostazioni che non erano banali sali tipo calcare o simili, non ho mai pensato ad eventuali bagni in acido. Ho dovuto quindi agire nella più brutale delle maniere, con martello e scalpellino robusto ed affilato, per diverse ore, scaglia a scaglia. Dopo la sostituzione della relativa guarnizione e rimontaggio del tutto, veder il contagiri finalmente a 3.300-3.400 giri e totale assenza di fumo anche a manetta sparata, con mare parecchio increspato e superfici immerse ruvide (in futuro necessità di trattamenti "a fondo) è appunto come scrivevo prima, una soddisfazione enorme! Senza prezzo, se non quello irrisorio di una guarnizione, tra l'altro fustellata a mano di persona. ;-)